Sommario dei numeri 129-130

XXII - Maggio - Agosto 2000

Editoriale

VERITÀ E POLITICA - di Antonio Maria Baggio - L'editoriale prende in considerazione un aspetto della crisi politica contemporanea: l'acutizzarsi del conflitto tra politica e verità, problema che si intreccia con quello della progressiva perdita di autorevolezza da parte della politica contemporanea. Il rischio di ridurre la verità ad opinione è connaturato con l'interpretazione meramente procedurale della democrazia, che oscura l'elemento di verità condivisa che sta all'origine di ogni comunità politica. L'espandersi del potere ai danni dell'autorità contribuisce ulteriormente alla dimenticanza della verità originaria, che deve invece essere rimessa a fuoco e attualizzata per ridare senso e orientamento alla convivenza. Un notevole aiuto per procedere in tale direzione può venire dal metodo dialettico, con il quale è iniziata la ricerca della verità nella civiltà occidentale, in base al quale la verità è sempre conquista comunitaria. Tale visione comunitaria assume particolare importanza alla luce del rinnovamento portato dalla rivelazione cristiana nelle categorie con le quale vengono pensate le relazioni umane, e in particolare la relazione politica.

Nella luce dell’ideale dell’unità

SE SIAMO UNITI GESÙ È FRA NOI - di Chiara Lubich.

ALCUNI CENNI SULLA MUSICA COME ESPRESSIONE E PARTECIPAZIONE DI GESU’ IN MEZZO A NOI A RAFFRONTO CON SCRITTI DI CHIARA LUBICH – di Marie Thérèse Henderson  - A rapidi tratti, l’articolo percorre un cammino seguendo le orme di Dio Trinità impresse nella musica: nel suono, sua materia prima; nelle note in rapporto tra loro; nelle mille sfumature di rapporti tra melodia, armonia e ritmo. Accenna poi alle relazioni di reciprocità tra persone coinvolte nel fare musica, dal comporre all’eseguire per arrivare a tratteggiare l’avventura entusiasmante di “inventare musica” con la presenza di Gesù tra due o più compositori. A confronto col pensiero di Chiara Lubich e sulla base della sua esperienza di musicista, l’autrice offre un approccio alla musica come espressione e partecipazione della presenza di Dio tra gli uomini.

Saggi e ricerche

L’ECCLESIOLOGIA DELLA COSTITUZIONE «LUMEN GENTIUM» — del Card. Joseph Ratzinger — Presentiamo, per gentile concessione dell’A., un Suo intervento in occasione del «Simposio sull’attuazione del Concilio Vaticano II» svoltosi nella Città del Vaticano dal 25 al 27 febbraio u.s.

VERSO UNA PSICOLOGIA IN DIALOGO – di Pietro Andrea Cavaleri — Da più parti si avverte l'esigenza di una psicologia che sia sorretta da una visione dell'uomo aperta al mistero e alla trascendenza, che non si limiti a osservare e valutare la vita del credente come un qualsiasi oggetto di conoscenza, ma sia capace di esporsi ad un dialogo autentico con essa. Il delinearsi di una tale psicologia appare evidente nelle parole espresse da Chiara Lubich in occasione della sua laurea H.C. in Psicologia. Dalla lectio di Malta emergono per lo psicologo elementi di rilevante interesse: la possibilità di un rinnovato dialogo fra psicologia e pensiero credente; una originale riproposizione del rapporto individuazione-appartenenza (io-altro, individuo-società); l'insospettata scoperta della reciprocità come dimensione ulteriore della relazionalità; il dispiegarsi di una luce nuova sul significato della sofferenza e della finitudine umana. Dopo aver ribadito la necessità di un confronto aperto e accogliente tra sapere psicologico e sapere della fede, l'articolo propone una sintesi del dibattito che si è sviluppato in psicologia intorno al rapporto esistente fra individuo e società, fra istanza di individuazione e bisogno di appartenenza. Gli esiti di un tale dibattito vengono poi posti in connessione con la riflessione teologica scaturita dal carisma dell'unità di Chiara Lubich. Le analogie, le differenze e le possibili contiguità sono messe in luce seguendo un itinerario che affronta tre dimensioni esistenziali (il conflitto, la reciprocità, il limite) dalle complesse implicazioni antropologiche, il cui approfondimento esige, soprattutto da parte della psicologia, un significativo mutamento di prospettiva sul piano epistemologico.

IN DIFESA DELL’ANARCHISMO EPISTEMOLOGICO DI PAUL K. FEYERABEND — di Vittorio Pelligra — Questo scritto vuole essere un’affermazione, del resto non richiesta, dell’originalità e dell’irriducibilità del pensiero di Paul Feyerabend. Opere, le sue, irriverenti e a volte polemiche nei confronti dell’ufficialità filosofica del suo e del nostro tempo. Entrare a far parte della storia della filosofia è un onore e un riconoscimento, ma se questo diventa possibile solo a costo dell’addomesticamento di idee e caratteristiche inaddomesticabili, tanto vale… Le opere di Feyerabend sono di più e non di meno rispetto ad una ordinata e coerente raccolta di principi; non sono sistematiche, certo, sono eclettiche, bizzarre; indicano un atteggiamento con il quale ci si potrebbe (e non ci si dovrebbe) porre nei confronti della scienza, della filosofia, della società, dell'uomo. Per capire appieno questa disposizione, non si può sfrondare, non si può manipolare, si può accettare o rifiutare, guardare o capire, teorizzare o agire. Perché - “La scienza è solo una parte della cultura e ha bisogno di altri ingredienti per arrivare alla pienezza della vita”. Credo che Feyerabend apprezzerebbe questa lettura della sua opera. Egli era uno fuori da ogni corrente, era “uno”. Riaffermare questo, contro ogni tentativo di celebrazione post mortem, ci spinge a scrivere questa difesa. Una difesa dell’indifendibile.

INTERVISTA AL MUSICISTA FRANÇOIS ROSSÉ — a cura di Paolo Vergari — La riflessione sulla musica contemporanea non può non tenere conto dell’aspetto della comunicazione, dal momento che il linguaggio risulta molto distante da ciò che comunemente si ascolta. Dall’intervista emerge come Rossé consideri la comunicazione la ragion d’essere della musica, indipendentemente dall’opera data e dal pubblico che ne fruirà: per questo egli cerca da un lato di “prendere coscienza di ciò che in un linguaggio è di prima prensione”, percepibile in modo immediato, dall’altro di indagare ciò che dipende da un processo culturale in senso stretto. Che fare per facilitare l’approccio del pubblico con l’evento sonoro? Sarà fondamentale, per Rossé, partire proprio dal concetto di suono per favorire la disponibilità a mutare le proprie abitudini di ascolto, in un atteggiamento di apertura verso il presente, senza per questo rinnegare il passato. L’inserirsi nella contemporaneità significa anche considerare il modo in cui la musica è fenomeno sociale, al passo con i tempi. Nell’era dei grandi incontri culturali, Rossé richiama all’importanza dell’oralità e dell’improvvisazione, modi di incontro immediato che valica i limiti della scrittura. In quest’ottica si inseriscono i rapporti del compositore stesso con gli  altri musicisti, con i suoi interpreti e la sua attività pedagogica nei conservatori. F. Rossé nasce in Alsazia nel 1945. Agli studi di pianoforte, Composizione ed Analisi a Strasburgo seguono gli studi al Conservatorio Nazionale Superiore di Parigi (5 primi premi) con Olivier Messiaen, Besty Jolas, Ivo Malec, Iannis Xenatis. E’ stato titolare della cattedra di Analisi al Conservatorio di Bordeaux ed ha tenuto molte masterclass e conferenze in varie università europee. E’ co-fondatore con E. Rolin dell’ I.C.A.R. (Ass. dei compositori dell’Aquitania). Il catalogo delle sue opere (dalla musica cameristica alla sinfonica) è di oltre cento unità e si moltiplicano le incisioni su CD come le trasmissioni radiofoniche e le  esecuzioni nei festival internazionali: Roma, Washington, Darmstadt, Madrid, Londra etc.

Spazio letterario

DIZIONARIETTO DI PAROLE INCOSCIENTI – V — di Giovanni Casoli — Continuando la serie del “Dizionarietto”, facciamo seguito alle puntate pubblicate nell’anno ’99.

Volentieri pubblichiamo alcune poesie ed un racconto ricevuti:
DONNE NEL VANGELO —di Edvige Coghi.
DAI LIMITI  — di Mario Silvestri.
AVRAM – di Daniel Capuano.

Per il dialogo

IL SENSO DEL JIHAD NELL’ISLAM di Giulio Hasan Soravia — Pubblichiamo un intervento del Prof. Soravia del Dipartimento di Studi linguistici e orientali dell’Università di Bologna, presentato ad un Convegno organizzato a Roma dal «Centro San Luigi de’ Francesi» nel 1999 sul tema della guerra nelle grandi religioni.

Incontro con i contemporanei

«UN GIGANTESCO CANTIERE IN MEZZO ALLE ROVINE». INTERVISTA A PAUL RICOEUR — a cura di Rocco Femia — In un’intervista esclusiva, il filosofo protestante francese Paul Ricoeur ci offre la sua riflessione sugli avvenimenti che segnano la nostra attualità.

Libri

LA PROSSIMITÀ DELL’ALTRO. SUL SAGGIO DI GENNARO CICCHESE I PERCORSI DELL’ALTRO (ANTROPOLOGIA E STORIA) — di Carlo Mercuri — Chi è l'altro? Che cosa ha a che fare l'altro con la mia vita e il mio pensiero? Perchè esiste l'altro, e non soltanto io? Tali domande, presenti in forma spontanea e sfumata nell'uomo della strada, propongono il problema dell'"altro", attualmente fra i più sentiti e dibattuti nell'orizzonte del pensiero contemporaneo. L'esperienza che ogni uomo fa di chi gli è accanto in quanto "altro da sé", simile eppure diverso, è talmente essenziale per la propria vita, da venire a costituirlo non solo quale essere razionale ma relazionale. In occasione della presentazione del libro di Gennaro Cicchese - I percorsi dell'altro. Antropologia e storia - presso la Pontificia Università Lateranense si è svolta una tavola rotonda in cui i relatori hanno approfondito, ciascuno secondo la proprio peculiare prospettiva d’indagine, il tema dell'alterità in un aspetto particolare: l'altro come prossimo. La proposta di lettura, nata ed evolutasi in un contesto di vita e di pensiero informato al Vangelo, ha permesso di sottolineare l'esigenza di una rivisitazione dell'antropologia alla luce della relazionalità e di nuove categorie più adeguate alla realtà umana concreta, mediante un nuovo stile di pensare, in cui l'"altro" entri a pieno titolo come elemento costitutivo e riferimento dialogico di ogni riflessione personale.


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