Sommario del n.131

XXII - Settembre - Ottobre 2000


Editoriale

LA CITTÀ DELL’UOMO. L’AGIRE E PENSARE POLITICO DI CHIARA LUBICH
di Tommaso Sorgi — Il saggio offre brevi cenni sulla crisi della polis dopo i disumanesimi della prima metà del Novecento, e su alcuni tentativi di rifondare la politica. Compie quindi un rapido excursus storico-analitico del pensiero politico, ponendo in evidenza il contributo offerto da pensatori cristiani, in diverse tappe e con ondeggiamenti tra posizioni teocratiche e soluzioni umanistiche, fino alla odierna dottrina sociale cristiana. Dall'affermazione di Giovanni Paolo II - "La via della Chiesa è l'uomo" (cf. R H, 14) - si prende spunto per introdurci nella risposta che alla domanda fondamentale "quale uomo?" offre il carisma. Si esamina a grandi linee il suo agire nel campo sociale e in quello specificamente politico, accennando a vicende concrete vissute da lei e dal Movimento dei focolari, e, in particolare, alle sue recenti presenze in luoghi di alto significato politico in varie parti del mondo. Si dà, quindi, un primo avvio all'analisi del suo pensiero, ricavandone uno schema di categorie politiche, e poggiandola sui principali suoi scritti e messaggi, contenenti proposte di pensiero e di vita per rendere più umana la "città dell'uomo".

Nella luce dell’ideale dell’unità

IL MOVIMENTO DELL’UNITÀ PER UNA POLITICA DI COMUNIONE
di Chiara Lubich. Intervento svolto a Castel Gandolfo il 9 giugno  2000, al primo Convegno del Movimento dell’unità, espressione del "Movimento dei Focolari".


IL "MISTERO" DEL CONTINUUM NELLA MATEMATICA  AL DI LÀ DEI SUOI CONFINI. —
di Judith Povilus
Nei fondamenti del pensiero matematico e nei suoi rapporti col mondo fisico vi sono alcuni risultati che appaiono paradossali, o per lo meno non immediatamente afferrabili dalla ragione. L’articolo prende spunto da un testo originale di Chiara Lubich nel quale ella, cercando di spiegare la verosimiglianza di alcune intuizioni "sovrarazionali" di natura teologico-spirituale, riporta un esempio preso dalla geometria. L’A. dell’articolo approfondisce questo pensiero spiegando alcune caratteristiche del continuum matematico e suggerendo infine che la stessa razionalità umana, come espressa nella nozione matematica del continuum, porta in sé, in qualche modo, l’impronta del suo Autore, Dio-Amore, che è Trinità.


CHE COS’È PREGARE
— di Pasquale Foresi — Spesso non sappiamo pregare, perché non abbiamo compreso a fondo che cosa sia la preghiera. A questo vuol farci attenti l'A., con un discorso essenziale e intenso.

Saggi e ricerche

QUALI ORIZZONTI DI VALORE NELL’EPOCA DEL FRAMMENTO
di Claudio Guerrieri Prendendo atto dell’epoca nostra come epoca del frammento, nella definizione della moralità ci si chiede se sia possibile pensare e parlare ancora dei valori e se vi sia la possibilità di definire gli orizzonti entro cui discernere, creare e far permanere dei valori assumendosi il compito di definire tali orizzonti entro cui assumono il ruolo di segnali della possibilità umana di progettarsi autenticamente.
Vengono identificati tre orizzonti denominati come della logicità o identità, della dialogicità o relazione, della trascendenza o unità, tra loro dialetticamente connessi, e si prospettano due brevi riflessioni fondative sul soggetto morale e sul rapporto tra ontologia ed assiologia.


DIRITTO ALLO SVILUPPO, MIGRAZIONI, COOPERAZIONE E DEBITO ESTERO. QUALE RUOLO PER LE ORGANIZZAZIONI NON GOVERNATIVE?
 — di Marco Aquini — Rimettere al centro della riflessione della comunità internazionale la questione del diritto allo sviluppo permetterebbe di trovare un punto di dialogo e di incontro fra chi nel campo dei diritti umani ne afferma giustamente l’universalità e chi d’altra parte sottolinea l’indivisibilità degli stessi, alla luce della Dichiarazione Universale. Peraltro, i dati spesso drammatici che emergono nel panorama mondiale sottolineano l’importanza non solo della proclamazione, ma soprattutto della applicazione del diritto allo sviluppo. In questo contesto cresce l’importanza delle Organizzazioni non governative (Ong), con un ruolo di stimolo e di indicazione di concrete vie di intervento.


LA QUESTIONE SOCRATICA E IL VALORE FILOSOFICO DELLA STORIOGRAFIA
di Roberto A. Maria Bertacchini Il Socrate di Platone è mera invenzione letteraria, o ci dice qualcosa di importante del Socrate storico? L’articolo cerca di andare oltre la semplice rassegna delle posizioni via via assunte dalla critica filosofica, per discuterne il merito, anche alla luce di studi relativamente recenti come quello di Capizzi. Infine, una volta giustificata la posizione assunta, e i motivi per cui oggi le tesi di Oxford si devono preferire, almeno in via previa, alla linea assunta dalla critica tedesca, si cerca di trarre alcune considerazioni che illuminano aspetti della filosofia di Platone ancora poco rilevati.

Spazio letterario

DIZIONARIETTO DI PAROLE INCOSCIENTI – VI
di Giovanni Casoli Concludiamo le riflessioni dell’A. iniziate con il testo pubblicato su "Nuova Umanità" di marzo-aprile 1999 (n. 122).


Volentieri pubblichiamo alcune poesie ricevute da Roberto Maggiani, Emilio Olzieri e Maria Santoni Rossi.

Per il dialogo

LA PREGHIERA MISTICA IN ISLAM
di Giuseppe Scattolin All’interno della preghiera nell’Islam, l’A. si sofferma sinteticamente sulla preghiera mistica nel cammino sufi, illustrata da una breve raccolta di testi significativi di mistici islamici.

Libri

Giovanni Ibba, La Sapienza di Qumran. Il Patto, la luce e le tenebre, l’illuminazione, Città Nuova, Roma 2000. Presentazione di Paolo Sacchi.


SIAMO FATTI DI CIÒ CHE ABBIAMO VISSUTO. Esplorando l’universo narrativo di Michele Prisco — di Pasquale Lubrano — Si ritorna spesso nel proprio passato nel tentativo di far chiarezza. Questo ritornare nel passato è una costante dei libri dello scrittore Michele Prisco che non esita mai a portare allo scoperto soprattutto l’ambiguità di un certo mondo borghese, nel quale si tuffa per coglierne gli intrighi e gli elementi di decadenza, i drammatici risvolti psicologici, il perbenismo di facciata, l’esasperato individualismo, la tragica caduta dei valori. In tutti i suoi romanzi Michele Prisco indaga, scruta e si domanda fino a che punto un uomo è cosciente delle proprie azioni negative, dell’influenza che esse possono avere su gli altri e, fin dove è possibile, sull’esercizio della propria libertà nei rapporti umani. Il suo raccontare assume così una cifra inconfondibile, diventa un penetrare in questi rapporti che sono nel cuore della storia perché nel cuore dell’uomo.


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