Sommario del n.138

XXIII - Novembre-dicembre 2001


Editoriale

DAL G8 DI GENOVA ALLE TWIN TOWERS: PER UNA STRATEGIA DELLA FRATERNITA'
- di Antonio M. Baggio - Gli attentati contro gli Stati Uniti dell'11 settembre 2001 segnano una svolta epocale che incide in maniera rilevante sulla concezione stessa della politica. Gli attentati hanno messo in rilievo l'esistenza di una crisi mondiale, che è soprattutto crisi di giustizia: è questo l'elemento che lega l'atto terroristico al vertice dei G8 di luglio, a Genova. In particolare, alla luce della nuova situazione, va ripensato il ruolo della forza sia nel suo uso monopolistico all'interno degli Stati sia nelle relazioni internazionali. E una nuova categoria, annunciata dalla Rivoluzione francese ma mai entrata nel processo delle decisioni politiche, chiede di essere approfondita e di diventare l'asse portante di una nuova strategia mondiale: la fraternità.

Nella luce dell’ideale dell’unità

L'AMORE GENERA SAPIENZA
- di Chiara Lubich - Conversazione tenuta, il 3 ottobre 2001, ai responsabili internazionali del Movimento dei Focolari presenti a Rocca di Papa (Roma) per il loro incontro annuale.

E' LA VITA CHE FA CAPIRE. PER QUESTO OCCORRE UNA NUOVA SCUOLA DI PENSIERO
di Pasquale Foresi - Il tema sviluppato nell'articolo si incentra sul rapporto tra insegnamento e vita e, più esattamente, sulla necessità che l'insegnamento diventi vita. Normalmente a un insegnamento nozionistico si risponde con un apprendimento di nozioni. Infatti in genere si va a scuola per ricevere "informazioni utili". E se l'informazione serve ad aprire nuovi orizzonti, non è ancora però la vera scuola. L'insegnamento, lo studio, la scuola, non può consistere nel formare la sola ragione, ma deve formare l'uomo. In questa prospettiva l'autore svolge alcune riflessioni attorno ai seguenti binomi: verità-bene, intelligenza-volontà, lavoro-studio, comunità-conoscenza.

LA CREAZIONE
- di Gérard Rossé - A partire dagli scritti di carattere mistico di Chiara Lubich, l'autore vuole mettere in luce alcuni aspetti del rapporto tra creazione e Dio e aprire uno sguardo sul mistero dell'amore di Dio per la sua creatura. Una particolare attenzione è portata sulla caratteristica dell'amore nella sua realtà di non-essere/essere che la creazione porta in sé come una impronta "filiale" che svela la sua "parentela" col Figlio, e manifesta - agli occhi della fede - il suo destino: essere portata, per il suo legame con l'uomo, alla pienezza escatologica.

Saggi e ricerche

PROPOSTE OPERATIVE PER UNA GLOBALIZZAZIONE SOLIDALE
- di Alberto Ferrucci e Leo Andringa - Nel giugno 2001 si è tenuto a Genova un congresso internazionale dal titolo: "Per una globalizzazione solidale, verso un mondo unito". Ad esso hanno preso parte economisti, imprenditori, politici ed esponenti di organizzazioni non governative internazionali. Era stato indetto per elaborare e far giungere ai responsabili politici che si sarebbero riuniti a Genova nel summit G8, proposte concrete capaci di orientare verso il bene comune il processo storico della globalizzazione. L'articolo illustra tali proposte, in parte emerse dal convegno di Genova, ed in parte successive ad esso, ma nate con lo stesso spirito. Esse sono proposte "politiche" attuabili tramite provvedimenti di legge dei governi e toccano due aspetti dell' economia internazionale, a parere degli autori grandemente responsabili degli squilibri economici, sociali e politici del nostro tempo. Il primo aspetto è l' esagerata dipendenza energetica del mondo industrializzato dai Paesi del Medio Oriente. Il secondo aspetto è la carenza di regole, controlli ed imposizioni fiscali sui movimenti valutari internazionali. Da questa carenza è venuta a crearsi una realtà abnorme che incrementa la concentrazione della ricchezza nelle mani di poche persone e grandi imprese ed ostacola la crescita delle economie dei paesi emergenti e la restituzione dei loro debiti internazionali. L'articolo si conclude, poi, con la proposizione di un Documento in cui si sottolinea l'urgenza di trovare soluzioni di civiltà capaci di sciogliere i nodi che impediscono una globalizzazione solidale ed un'era di pace per l'intera famiglia umana. Alcuni di questi nodi, già in parte evidenziati dal Documento, sono venuti ancor più drammaticamente in evidenza dopo i tragici fatti dell'11 settembre 2001. Se ne evince ancor di più la convinzione che per modificare l'ambito in cui il terrorismo trova alimento e seguaci, non saranno efficaci le azioni belliche laddove permangono situazioni di ingiustizia sociale e conflitti culturali, spesso legati a fatti economici, che sembrano senza via di uscita. Occorre una più piena umanizzazione della cultura che oggi informa la globalizzazione, e che sta dietro le scelte dei cittadini, il modo di operare delle imprese, l'azione amministrativa e il disegno delle istituzioni.


NOTE SUL CONSUMO E SULLA FELICITA'
- di Luigino Bruni - Un fenomeno interessante di questi ultimi decenni è che, assieme ad una notevole crescita dei redditi e dei consumi, alla crescente commercializzazione di molti ambiti della vita, si assiste ad un continuo sviluppo di movimenti, di diverse matrici ideologiche e culturali, che rivendicano stili di vita e di consumo più sobri, più attenti all'ambiente (naturale e sociale), elaborando esperienze che vanno in direzione contraria al consumismo e all'edonismo che appaiono come i fenomeni dominanti la scena dei consumi delle società avanzate contemporanee. Sia il consumismo che i movimenti anti-consumistici sono amplificati, nel loro impatto culturale, dai processi di globalizzazione, che fanno viaggiare sempre più velocemente beni, stili di consumo, ma anche reazioni, paure e disagio. C'è poi, oggi, un filone di studi particolarmente interessante che è quello che ha a che fare con il rapporto consumo-felicità. Questi studi sulla felicità nascono dalla costatazione che l'equazione "più ricchezza uguale più benessere" comincia a scricchiolare. E' questo un ritorno di interesse degli economisti verso il tema della felicità. Da sempre gli economisti, e ogni uomo di buon senso, hanno riconosciuto che l'aumento della ricchezza, o del benessere economico, anche se non sempre portava ad un "proporzionale" aumento di felicità, non portava comunque ad una diminuzione. Il fatto nuovo che sta invece emergendo negli ultimi anni è proprio questo rapporto perverso tra aumento di ricchezza (reddito) e felicità: in certi casi avere più ricchezza ci fa più infelici. E' da questa "novità" che gli studiosi contemporanei sono partiti negli studi sulla felicità, un tema che oggi sempre più è presente tra gli economisti.


LA CRISI OCCIDENTALE DELLA RAGIONE E LA QUESTIONE DELL'IDENTITA'
- di Settimio Luciano - Nell'ambito della società attuale spesso si ha a che fare con persone frantumate nella loro interiorità, immerse in una sorta di flusso continuo in cui è come se il tempo non scorresse dentro l'anima, come se non si possedesse la propria esistenza. Questa frammentazione coinvolge vari aspetti della vita umana correlati principalmente al problema della propria identità, a ciò che si suole designare con l'espressione "essere se stessi". Proprio per questo si avverte l'esigenza di una riflessione intorno al modo di comprendere se stessi nell'ambito del contesto socio-culturale "occidentale". Alla ragione, intesa come apertura e penetrazione intelligibile della realtà, è correlata la comprensione della propria identità e del senso da dare alla vita individuale, alle relazioni intersoggettive e al mondo. Proprio per questo occorre capire la crisi che l'Occidente sta attraversando (che è crisi della capacità di pensare) per approfondire il discorso sull'identità all'interno della società occidentale. Per affrontare filosoficamente tale questione occorre riprendere vari aspetti del pensiero di alcuni filosofi, tra cui Hannah Arendt, Martin Heidegger e Max Horkheimer. E' interessante iniziare l'esplicazione del capirsi nella società occidentale alla luce di alcune affermazioni di questi tre autori, in quanto hanno maturato riflessioni più o meno convergenti sulla questione della ragione: tutti e tre puntualizzano un cambiamento del modo di usarla e di interpretarla.

Spazio letterario

"Nuova Umanità" continua nelle sue pagine l'apertura di spazio dedicato alla produzione letteraria.

VARLAM ŠALOMOV
- di Pasquale Lubrano - Varlam Šalamov è uno dei più grandi autori russi, cantore dei gulag, amico di Pasternak e considerato un maestro da Solzenicyn. L'autore, oltre a dei brevi cenni biografici, riporta la traduzione di quattro piccoli ma significativi testi tratti dai Racconti di Kolyma, traduzione curata nel 1992 al Collegio Traduttori Letterari d'Europa di Procida (NA) insieme a Cesar Kurti poeta e scrittore albanese, responsabile della cattedra di lingua e letteratura russa all'Università di Tirana.

Per il dialogo

ASPETTO ASCETICO SPIRITUALE DEI NOMI DI DIO NELL'OPERA DI AL GAZALI
- di Rita Moussalem - Il Corano e gli Hadit, hanno un profondo carattere socio-politico e giuridico-legale, che caratterizzerà in seguito tutte le scienze religiose musulmane. Base del pensiero musulmano classico ortodosso è, infatti, il diritto, prima scienza teorica nata nell'Islam, che ha lo scopo di applicare alla vita pratica, in tutti i suoi aspetti e ad ogni livello, individuale e familiare, sociale e politico, le prescrizioni del Corano e degli Hadit. Nonostante ciò, si è vista nascere, già a partire dal I secolo dell'Egira, una tendenza mistica, che sfocerà nel Sufismo, movimento religioso che ha toccato il culmine del suo sviluppo nel III e nel IV secolo dell'Egira. Alcuni "sufi" hanno raggiunto una profonda esperienza spirituale e mistica, ma sono stati criticati e talvolta considerati eretici dall'autorità ortodossa. Uno dei temi che, in modi diversi, ha tanto interessato la teologia musulmana e la mistica è quello dei Nomi di Dio. Gazali, eminente teologo musulmano e portavoce di una mistica ortodossa, è autore di un'opera interessante in cui sviluppa anche l'aspetto spirituale di tali nomi. Nella linea di sintesi tra teologia tradizionale e mistica, Gazali parla della possibilità che ha il credente di imitare i Nomi di Dio.

Libri

I DIRITTI UMANI COME IMPEGNO E RESPONSABILITA' SOCIALI. SUL VOLUME DI AMARTYA SEN:LO SVILUPPO E' LIBERTA'
- di Simona Di Ciaccio - Per capire la peculiarità del libro di Sen - Development as Freedom, (Lo Sviluppo è Libertà, nella traduzione italiana) - bisogna considerare il concetto di sviluppo cui fa riferimento la letteratura economica, e gli strumenti e le vie da percorrere che essa ha indicato come validi per i paesi poveri. Per tutti, lo sviluppo è essenzialmente crescita del Prodotto Nazionale Lordo (PNL) e del reddito pro capite e si ottiene attraverso l'industrializzazione, la riforma agraria, il commercio internazionale, gli investimenti diretti esteri, la tecnologia, e, in un tempo più vicino, le conoscenze e la formazione delle risorse umane (il cosiddetto "capitale umano"). Da circa dieci anni, per avvicinare ulteriormente il problema tecnico dello sviluppo alla realtà culturale e istituzionale in cui il processo deve avvenire, al capitale fisico e umano si è aggiunto il "capitale sociale". Sen, con la sua teoria che punta allo sviluppo umano, si pone in questa via di ricerca; anzi possiamo senz'altro dire che ne è uno dei principali iniziatori e punti di riferimento. Cercando di capire quali siano le ragioni che rendono così insoddisfacenti nei paesi in via di sviluppo i risultati di applicazioni meccaniche del metodo economico, Sen le scopre nelle "illibertà", che non consentono la realizzazione umana e l'iniziativa individuale.

INDICI “Nuova Umanità” 2001 - a cura di Antonio Coccoluto


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