Sommario del n.140-141

XXIV - Marzo-Giugno - 2002/2-3

LA TRINITÀ - ESPERIENZA DI DIO

Editoriale

TEOLOGIA E TECNOLOGIA
LA TRINITÀ - ESPERIENZA DI DIO
 
- di Piero Coda e Stefan Tobler - Si presentono gli Atti del seminario teologico svolto a Grottaferrata il 24 e 25 marzo 2001, illustrandone tema, metodo e articolazione.

VITA TRINITARIA 
- di Chiara Lubich - Si tratta di un testo inedito, d'intenso valore spirituale e teologico, scritto dalla fondatrice del Movimento dei Focolari nel 1950.

LE TRACCE DELLA TRINITA' NEL PRIMO TESTAMENTO 
- di Giovanna M. Porrino - Nel Primo Testamento vi sono una preparazione e uno sviluppo progressivo della rivelazione di Dio Padre, Figlio e Spirito, che è possibile cogliere solo alla luce del Nuovo Testamento. Con questa consapevolezza, si propone la lettura di alcune pagine dell'antica alleanza per scrutare nel monoteismo dinamico del giudaismo le tracce della rivelazione di Dio Trinità in Gesù Cristo.

LA TRINITÀ NEI DIALOGHI DELL'ULTIMA CENA (Gv 13-17) 
- di Lukasz Kamykowski - Nei capitoli da 13 a 17 del Vangelo secondo Giovanni ci è offerta una ricca ed esplicita rivelazione del mistero trinitario. Questa sezione del Vangelo è composta, oltre che dai discorsi di Gesù, dai suoi dialoghi con i discepoli, da quelli tra di loro e, infine, dal colloquio di preghiera di Gesù con il Padre. C'è un legame intrinseco tra la forma dialogica di questa sezione e il suo contenuto che verte intorno all'amore scambievole e alla Trinità? L'autore propone una lettura dell'intera sezione alla luce di questa domanda, con lo sguardo di un regista che vorrebbe capire dal testo il carattere e il ruolo dei personaggi coinvolti e lo svolgimento dell'azione.

IL "RITMO" TRINITARIO DELLA VERITA' IN IRENEO DI LIONE 
- di Bart Benats - Per l'autocomprensione cristiana è stata sin dall'inizio fondamentale la fede trinitaria. Nelle riflessioni di Ireneo di Lione, considerato il primo teologo cristiano, Padre, Figlio e Spirito Santo sono considerati nella dinamica del rapporto fra loro e verso l'uomo. Con questa chiave Ireneo legge la rivelazione nella sua progressività e l'esperienza che ne fa l'uomo, realizzandosi pienamente secondo il "ritmo" trinitario della manifestazione e dell'azione di Dio.

I PADRI CAPPADOCI E LA TRINITA'. PISTE PER UNA RILETTURA 
- di Concetta Bonfante - Si propone una rilettura di alcuni testi trinitari dei Padri Cappadoci, sottolineando in particolare due piste: la loro attualità nel rapporto fra teologia, ascetica e mistica e la pregnanza del loro linguaggio, certo ardito ma coinvolgente, nel presentare il mistero trinitario: un linguaggio dove la contemplazione diventa stimolo vitale.

IL "DE TRINITATE" DI AGOSTINO E LA SUA PROMESSA
- di Piero Coda - La grande opera agostiniana offre una prima riflessione organica, dopo i Concili di Nicea e di Costantinopoli I, sulla verità centrale della fede ed esibisce una qualità certamente carismatica, in quanto suscitata per impulso dello Spirito Santo al fine di compiere un servizio ecclesiale d'intelligenza della fede. Il De Trinitate è segnato in particolare dalla profonda esperienza spirituale di Agostino e da essa trae le due linee che il Dottore della carità intuisce per illustrare il mistero trinitario: quella dell'esperienza interiore dello spirito e quella dell'esperienza dell'amore interpersonale, con la preferenza concessa alla prima, non senza aver però dischiuso, almeno per un attimo e come decisiva, la seconda.

DALLA THEOLOGIA DEI ALLA TEOLOGIA DI GESU' 
- di Bernhard Körner - Nella lezione tenuta in occasione del conferimento della laurea honoris causa presso l'Università di Manila (14 gennaio 1997), Chiara Lubich sottolinea le ripercussioni che il carisma dell'unità può avere sulla teologia e parla di una "teologia di Gesù": una teologia in cui Gesù non è soltanto oggetto ma anche soggetto. Per quanto sorprendente possa essere, una tale prospettiva dal punto di vista della storia della teologia, non giunge come un fulmine a ciel sereno, ma si richiama alla ben nota dottrina di san Tommaso sulla teologia come scientia Dei et beatorum. L'articolo intende offrire un primo orientamento per mettere in luce il significato di una "teologia di Gesù".

LA RIFLESSIONE CRISTOCENTRICA SULLA TRINITÀ NELLA TEOLOGIA DELLA RIFORMA 
- di Stefan Tobler - Circa il dogma della Trinità non vi fu dissenso tra la Chiesa di Roma e i riformatori. In realtà, il lavoro di rinnovamento e approfondimento teologico in quei decenni travagliati partiva da un livello più fondamentale, con una rivalutazione di ciò che anche storicamente era stato la base del dogma trinitario: l'evento cristologico. A lungo termine anche il pensiero trinitario non poteva non esserne influenzato - come accadrà in modo sistematico soltanto nel '900. Oltre ad offrire gli elementi principali del pensiero cristologico di Lutero, l' articolo, ad opera di un Pastore luterano docente di teologia a Tubinga, intende dar conto dell'interpretazione del "descensus ad inferos" negli scritti di Calvino, pensatore sorprendente e profondo.

TERESA DI LISIEUX. UN ITINERARIO DI PARTECIPAZIONE ALLA VITA TRINITARIA 
- di Florance Gillet  - L'articolo propone come chiave di lettura della vita e della teologia sapienziale di Teresa di Lisieux l'assunzione progressiva dell'anima nella "famiglia" di Dio: la partecipazione alle relazioni trinitarie. Reciprocità, gratuità, kenosi (piccolezza), carità, abbandono e ri-abbandono sono infatti categorie chiave della sua dottrina. In tutta la vita di Teresa e nelle sue successive "scoperte" s'avverte un ritmo trinitario di offerta e domanda, di unità e distinzione, di kenosi ed elevazione, di essere e non essere, che viene particolarmente in evidenza nella notte della fede, partecipazione intima al mistero pasquale di Cristo e alla sua dimensione trinitaria.

DAL SACRO ALLO SPIRITUALE IN UNA POESIA Dl GEORG TRAKL 
- di Giovanni Casoli - Si presenta e commenta una poesia di Georg Trakl, poeta austriaco morto ventisettenne nel 1914 per overdose di cocaina, probabilmente suicida. In essa appare evidente la fine del "religioso" non per secolarizzazione materialistica, o per oltrepassamento heideggeriano, ma per coestensione alla totalità del percepibile e del dicibile, fino alla quasi insostenibile identificazione. Dalla poesia di Trakl, nella purezza dolorosa che sempre la sommuove come il vento una bandiera, provengano luci intramontabili di verità umana, estrema, spogliata di ogni connotato sia civile che religioso in senso tradizionale, e perciò indotta a una nudità silenziosa e spirituale, simile a quella in cui Genesi e Apocalisse possono rispecchiarsi l'una nell'altra: in un oltrepassare che supera, con la disperazione, la fede stessa, sulla soglia cioè della più comprensiva morte, nell'inizio, quasi, di una visione ultima e definitiva.

IL SILENZIO DI DIO: SCANDALO O NUOVO ACCESSO? 
- di Carlos G. Andrade - Già molti secoli fa, il salmista manifestava la convinzione che la gloria di Dio si rivela nel mondo che ci circonda, e questa era una tra le evidenze fondamentali che configuravano l'orizzonte personale e sociale della maggioranza dei componenti della società occidentale fino a poche decine di anni fa. Il che oggi non accade più. L'evidenza esplicita dell'onnipresenza divina è andata deteriorandosi quasi impercettibilmente ed è stata sostituita dal suo opposto: il silenzio di Dio. Per molti - ivi compreso un gran numero di credenti - l'evidenza culturale più manifesta è che Dio si sia nascosto e taccia. Il cielo si è fatto improvvisamente vuoto. Come capire questo fenomeno? Come interpretarlo? L'articolo analizza la questione secondo cinque dimensioni: esperienziale, esistenziale, personale, sociale e intellettuale.

NELLO SPAZIO DELLA TRINITA'. 
DIVENTARE CRISTIANI IN UN MONDO POST-CRISTIANO
 
- di Christian Hennecke - L'Europa è ridiventata terra di missione. Mentre per secoli l'essere cristiani era una realtà quasi naturale, oggi - soprattutto in alcuni paesi - diventare cristiani è una realtà legata a una scelta personale. L'autore descrive come la liturgia e la catechesi cristiane stiano riscoprendo l'antico catecumenato come via per diventare cristiani. Sviscerando le potenzialità dell' impostazione ecclesiale dell'iniziazione alla fede, questa via si rivela come una vera e propria mistagogia alla vita trinitaria. Il diventare cristiani richiede dunque una scuola di comunione, come si propone nella "Novo millennio ineunte" di Giovanni Paolo II.

IL DIO UNITRINO E L'ESPERIENZA DELL'AMORE 
- di Callam Slipper - L'articolo, ad opera di un Pastore anglicano, poggia su due premesse: l'esperienza umana dell'amore e l'intuizione che Dio, per essere Dio, dev'essere ciò di cui non si può pensare nulla di più grande. Prendendo le mosse da una fenomenologia dell'amore si tenta così di comprendere che cosa significa dire che Dio è Amore. Attraverso un'analisi dell'esperienza che è all'origine degli scritti del Nuovo Testamento si trova poi in essa conferma del percorso compiuto. Si conclude facendo notare che questo lavoro pone interrogativi importanti per il dialogo con il mondo non cristiano e, all'interno del pensiero cristiano, per il processo di comprensione della realtà di Dio.


| Home | Focolari in breve | Spiritualità | In dialogo |
| Parola di vita | Servizio informazioni | Editrici e riviste |