Sommario del
n.143
XXIV
- Settembre-Ottobre - 2002/5
Editoriale
DOLORE E
DOLORE DI DIO
- di Giovanni Casoli - Noi tutti soffriamo durante la vita terrena
molti dolori, diversi tra loro e molteplici; spesso combinati insieme. Ma
c'è una radice comune che li unifica, un denominatore comune: la
privazione. In questo senso il dolore appare del tutto negativo se misurato
con il metro del benessere fisico ritenuto come valore assoluto. Se invece
consideriamo la nostra esistenza relativa a una dimensione che la supera, il
dolore cambia aspetto. Ma se Dio non è, nella fede e nell'agire dei
cristiani, che un'imperturbabile ragione cosmica e non l'Amore, come il
Nuovo Testamento definitivamente presenta, allora il dolore umano non trova
eco e spiegazione nella realtà divina. E’ solo nell'incarnazione, nella
passione e nella morte del Dio-uomo Gesù Cristo, che il dolore umano (in
ogni sua manifestazione) è rivelato a se stesso, come vocazione. Dal Cristo
che lo rivela in sé sulla croce quale amore non solo divino-umano per il
mondo, ma anche e "prima", quale sovra-dolore e sovra-amore
inseparabili e intimi in una reciprocità ineffabile nella dinamica di Dono
reciproco della Trinità.
Nella luce dellideale dellunità
UNIONE
CON DIO E CON I FRATELLI NELLA SPIRITUALITA' DELL'UNITA'
- di Chiara Lubich - Riportiamo la conversazione tenuta il 15
giugno 2002 in occasione del 1° simposio indù-cristiano: «La
via dell’amore – L’ unione con Dio e la fraternità universale
nell’induismo e nel cristianesimo» svoltosi a Castelgandolfo (Roma),
dal 14 al 19 giugno 2002.
LA
SECONDA SCELTA DI DIO
- di Pasquale Foresi -
Dopo aver trattato in generale, in un precedente articolo, le tappe
dell'itinerario spirituale del cristiano che si incammina sulla via
della vita cristiana vissuta secondo la spiritualità dell'unità,
l'autore si sofferma stavolta in particolare sulla "seconda scelta
di Dio". Di fronte all'amore di Dio per noi, la prima nostra
risposta, la prima nostra scelta è quella che ci ha indicato Gesù nel
Vangelo: "amerai il Signore Dio tuo con tutta la tua mente, con
tutto il tuo cuore e con tutte le tue forze" (cf. Mc 12, 28-34 e
par.). Ma basta fare questo, anche con tutte le imperfezioni in certo
senso inevitabili, per amare Dio? In realtà per quelli che si sono già
donati con tutta la mente, con tutto il cuore, con tutte le forze, ad un
certo momento egli richiede una seconda scelta: volere, cioè, che il
motivo di tutta la nostra vita sia solamente l'amore di Dio e
nessunissima altra cosa.
UNA
MISTICA PER IL TERZO MILLENNIO
- di Piero Coda - Viene presentata la relazione tenuta, in
occasione della visita e della cittadinanza onoraria conferita a Chiara
Lubich, presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell'Università di
Torino, il 23 maggio 2002. Si tratta di un'agile presentazione
dell'intuizione evangelica della Lubich, con la sua radice mistica e i
suoi risvolti culturali: una risposta carismatica, incarnata in una
ricca corrente spirituale e sociale, alle domande cruciali del nostro
tempo.
"RISURREZIONE
DI ROMA". LA METAFORA DEL "FUOCO": ALCUNI SPUNTI DI
ANALISI TESTUALE - II
- di Maria Caterina Atzori - La seconda parte dello studio
linguistico sul testo di Chiara Lubich Risurrezione di Roma concentra
l'attenzione su alcune scelte lessicali effettuate dall'Autrice e, in
particolare, sull'uso del termine "Fuoco". La parola - da cui
deriva pure la denominazione data al Movimento fondato dalla Lubich, che
è appunto il "Movimento dei Focolari" - risulta essere
particolarmente significativa nell'ambito dell'esperienza mistica
narrata. A livello linguistico, anche dal punto di vista lessicale, il
testo offre ulteriori spunti per un rinnovamento e arricchimento delle
scienze linguistiche: i risultati cui si era giunti con la prima parte
dello studio vengono qui ulteriormente confermati.
Saggi e ricerche
PARTIRE
DALL'ESPERIENZA DI DIO-AMORE. PER UNA TEOLOGIA MORALE RINNOVATA DALLA
CARITÀ'
- di Gino Rocca - L' articolo vuole essere un contributo allo
sviluppo di una teologia morale viva, tutta quanta ispirata dall'agape
-amore trinitario-, auspicata dal Vaticano II e sempre più
corrispondente alle attese della comunità cristiana. Nell'affrontare
tale argomento l'autore segue un metodo inconsueto: non si limita cioè
solo a presentare i temi fondamentali della morale cristiana nel loro
rapporto con il comandamento della carità, ma procede mantenendo sempre
lo sguardo sulla vita dei Movimenti ecclesiali, suscitati dallo Spirito
Santo. In particolare si sofferma sull'esperienza del Movimento dei
Focolari, anche a motivo della sua natura e finalità, della sua
diffusione in tutto il mondo, della sua capacità di dialogo (con le
varie chiese cristiane, le varie religioni e le varie culture), e del
fatto di raccogliere al suo interno persone di tutte le categorie, di
tutte le vocazioni, di tutte le età.
LA
CHIESA IN PREGHIERA NEI "DICTATA SUPER PSALTERIUM" DEL GIOVANE
MARTIN LUTERO
- di Gerardo Picardo - L'articolo evidenzia un aspetto finora
poco sottolineato della giovane ecclesiologia del "Doctor in Biblia":
la forza della preghiera per la Chiesa, nata dalla preghiera e
"dilatata" dalla Passione del Cristo. Le lezioni sui Salmi
mostrano un pensiero del giovane Lutero più che cattolico, con un
infinito rispetto per la gerarchia e la Chiesa, depositaria, in questa
fase del suo Denken, di ogni benedizione del Dio della Storia, e tramite
necessario per l'incontro con la Verità che salva. Al centro dell'ecclesiogenesi
luterana del periodo giovanile si staglia forte il ruolo della Parola di
Dio e la responsabilità del laicato. L'Ecclesia, che nasce come una
rosa dal grembo verginale di Maria, è aurora di un nuovo tempo di
fraternità e speranza. La strada da percorrere è il paradosso della
Croce e l'annuncio del Vangelo.
Spazio
letterario
11
SETTEMBRE 2001. INFANDUM DOLOREM…
- di Claudio Guerrieri- Volentieri pubblichiamo alcune delle
poesie che continuano ad esserci inviate.
Per
il dialogo
SHANKARA
E L'INDUISMO ADVAITA. INTERVISTA A ANANTANAND RAMBACHAN
- a cura di Darryl D'Souza - Viene riportata un'intervista con
Anantanand Rambachan docente di Scienze Religiose presso il St. Olaf
College, Northfield, Minnesota (USA) sulla figura e l'influenza di
Shankara nel quadro della filosofia indù.
Libri
UOMO
DI LUCE. MISTAGOGIA E VITA SPIRITUALE IN GIOVANNI VANNUCCI
- di Massimo Bolognino - Non è inconsueto riscontrare in questi
ultimi tempi un approccio alla specificità della rivelazione cristiana
oscillante tra un "nomadismo" spirituale privo di radicamenti
profondi ed un tradizionalismo timidamente arroccato ad un'idea di
Tradizione che ne mortifica il respiro e le virtualità liberanti. In
tale koinè culturale si saluta con gratitudine l'apparizione di un
testo di Alberto Camici: Uomo di Luce. Mistagogia e vita spirituale in
Giovanni Vannucci dedicato ad una figura esemplare di monaco e
ricercatore perennemente in veglia come fu il Padre Giovanni Vannucci
osm., nel cui percorso di vita e pensiero "ritorno alle fonti"
ed apertura al novum crebbero in maniera proporzionale e non contraria,
in un intreccio fecondo e fecondante le esistenze di molti che ebbero la
fortuna di conoscerlo e seguirlo.
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