Sommario del
n.146
XXIV
- Marzo - Aprile - 2003/2
Editoriale
LA
GLOBALIZZAZIONE. UNA SFIDA ALL'ESPERIENZA UMANA
- di Piero Coda - Se è indubbio che la globalizzazione
costituisce una sfida, è altrettanto indubbio che si tratta di sfida che
raggiunge un inedito livello di radicalità: nel senso che viene a toccare
le "radici" dell'identità umana. E' urgente, dunque, prendere
coscienza che è in gioco l'identità dell'uomo e, di conseguenza, lavorare
a fondo e a tutti i livelli affinché la "globalizzazione dal volto
umano diventi una realtà". Il compito che interpella la cultura
d'ispirazione cristiana è dare contenuto di pensiero, respiro di profezia
ed efficacia esistenziale e storica a quella "misura alta"
dell'antropologia cristiana che Giovanni Paolo II ha recentemente
riproposto: "Non si tratta d'imparare soltanto le cose che Gesù Cristo
ha insegnato, ma di "imparare Lui"" (RVM 14), "per
vivere in Lui la vita trinitaria, e trasformare con Lui la storia sino al
suo compimento" (NMI 29).
Nella luce dellideale dellunità
L'EUROPA
UNITA PER UN MONDO UNITO
- di Chiara Lubich - Riportiamo la conversazione tenuta a Madrid, il
3 dicembre 2002, alla sessione conclusiva del seminario organizzato dalla
sezione spagnola del Movimento Europeo.
LA
VOCAZIONE
- di Pasquale Foresi - Pubblichiamo questo testo letto agli
aspiranti focolarini, durante un loro convegno, l' 11 aprile 2002 a
Castelgandolfo (Roma).
Saggi e ricerche
L'ECONOMIA
CIVILE E IL PRINCIPIO DI GRATUITÀ
- di Luigino Bruni - Lo scopo dell'articolo è un'indagine
teorica, accompagnata da alcuni studi sperimentali, attorno ai
meccanismi, in molti casi inefficienti, che si innescano quando nelle
transazioni economiche si abbandonano sistemi di relazioni basate sulla
gratuità per sistemi fondati unicamente sui prezzi di mercato. In
particolare si intende mostrare che anche dentro i meccanismi più
tradizionali del mercato c'è bisogno, perché funzionino, di qualcosa
di diverso rispetto al semplice e semplicistico tornaconto individuale.
Neanche lo scambio di mercato può infatti funzionare col solo interesse
personale: esso, per non implodere, ha bisogno che al suo interno si
sviluppino più principi autonomi, tra cui il dono e la
reciprocità.
FENOMENOLOGIA
DELLA RISURREZIONE. Una lettura cristiana del cinema di Wim Wenders
- di Iacopo Scaramuzzi - La connessione tra cinema e religione
avviene spesso ad un livello più profondo e implicito rispetto a quello
di una fedele riproduzione dell'iconografia sacra tradizionale. E' il
caso di Wim Wenders, il regista-vate del Nuovo Cinema Tedesco, per il
quale il punto di saldatura tra cinema e religione è la comune
vocazione a indagare sul mistero della vita. Le sue opere non sono un
pulpito da cui predicare una fede senza inflessioni, ma piuttosto un
confessionale in cui raccontare le dinamiche della propria anima, le
cadute e gli scoramenti così come la nascita della speranza e
dell'amore. Il cinema di Wenders è il cinema della nazionalità
ripudiata e ritrovata, dell'identità smarrita e riconquistata,
dell'amore impossibile che diviene possibile, delle persone separate che
si fondono in una cosa sola, dell'uomo chiuso in sé che si apre al
trascendente, delle immagini che si compongono in storia, del caos da
cui emerge il cosmos. E' il cinema del Dio che muore e risorge.
LA
RAGIONE COME ACCOGLIENZA DELL'ALTRO
- di Settimio Luciano - L'articolo delinea il tema
dell'accoglienza dell'altro partendo da una interpretazione della
ragione che si concepisce come unita al mondo dei sentimenti. Viene
tratteggiata la visione unitaria di dimensione affettiva e razionale
dell'uomo che si apre con tutto se stesso all'altro senza il timore di
"dialogare" con l'ignoto di sé (rappresentato dall'inconscio)
e delle altre persone. Ne nasce una concezione di crescita della propria
identità in senso armonioso e liberante.
Spazio
letterario
POESIE
- di Giovanni Casoli - Volentieri pubblichiamo alcune delle
poesie che continuano ad esserci inviate.
Libri
ONTOLOGIA
PERSONALISTICA DELLA LIBERTÀ E PENSIERO RELIGIOSO TRADIZIONALE IN
GIUSEPPE RICONDA
- di Francesco Tomatis - Nel corso del suo variegato cammino
di pensiero, Giuseppe Riconda è passato da un giovanile interesse per
l'empirismo e il pragmatismo, americano in particolare, ad una sempre
più approfondita attenzione alla problematica ontologica della libertà
e in particolare del male, soprattutto in autori di area tedesca, ma
anche russa. In particolare con il recente volume Tradizione e avventura
(SEI, Torino 2001) - frutto di un lungo scavo filologico e storiografico
e di una sempre appassionata ricerca nel pensiero moderno e
contemporaneo- il pensiero di Riconda emerge con voce limpida e forte
nel dibattito filosofico attuale. La proposta teoretica è quella di una
rielaborazione del pensiero tradizionale e religioso, una
"restaurazione creatrice" della "tradizione",
assumendo il valore di "avventura intellettuale" della
modernità e delle problematiche da essa emerse.
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